lunedì 11 gennaio 2010

Italia dei Diritti con i romani contro chiusura ufficio postale Villaggio Breda



Antonella Aprile, responsabile per l’VIII Municipio del movimento: “Esorto Poste Italiane a mettere realmente le persone al primo posto, non solo sui suoi slogan”



“Sostengo assieme alle forze politiche dell’ VIII Municipio la battaglia degli abitanti del quartiere che hanno visto violati alcuni dei loro diritti essenziali”. Questa la dichiarazione di Antonella Aprile, responsabile dell’ Italia dei Diritti per l’ VIII Municipio di Roma che segnala le negative ripercussioni sui cittadini per la chiusura dell’ufficio postale di piazza Erasmo Piaggio, filiale n. 120, avvenuta il 22 dicembre scorso dopo sessantasei anni di attività. Conseguenze che ricadono sulle fasce più deboli come anziani, disabili o malati. La filiale serve circa quindicimila persone, poiché oltre ai residenti del quartiere è utilizzata anche da utenti di Fontana Candida, Villa Verde, Torre Gaia. “Nel provvedimento di chiusura si legge – spiega l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - che la sede non era più adeguata alle esigenze del servizio e si presentava non conforme alla vigente normativa in materia di igiene e sicurezza sul lavoro e che Poste Italiane abbia già incaricato il personale della propria struttura immobiliare di trovare la soluzione più idonea per il riposizionamento nella stessa zona del Villaggio Breda dell'ufficio postale appena chiuso. Mi chiedo – prosegue polemica la Aprile - se non fosse stato il caso di evitare il disagio posticipando la chiusura della vecchia sede appena trovata la nuova. Se la motivazione non fosse questa, ma legata ad una logica di natura economico aziendale, allora Poste Italiane ci ha preso in giro. Quindi, in attesa che sulla situazione si faccia quanto prima chiarezza con un intervento deciso che chiami in causa le componenti politiche istituzionali del territorio, ritengo doveroso unirmi al coro di protesta dei i cittadini di Villaggio Breda. Sia questi che alcuni politici locali, hanno manifestato il loro dissenso con grande civiltà dinnanzi alla sede postale su via Casilina e organizzato un sit-in presso il Campidoglio l’8 gennaio scorso. A tutti loro – conclude la Aprile – va il mio pieno sostegno per una battaglia legittima tesa a ripristinare uno dei diritti più elementari e a esortare Poste Italiane a ‘mettere le persone al primo posto’ in modo concreto e non solo negli slogan aziendali”.


giovedì 17 dicembre 2009

Degrado ambientale nell’VIII municipio di Roma, la denuncia dell’Italia dei Diritti



La responsabile locale del movimento, Antonella Aprile: “Ogni mattina genitori e bambini sono costretti ad assistere ad un vergognoso spettacolo”




Roma – “Come al solito le zone in periferia risentono di quello stato di abbandono da parte delle istituzioni frequente nelle grandi città. Bisogna intervenire per restituire ai cittadini un’immagine dignitosa del luogo in cui vivono”. A parlare è Antonella Aprile, responsabile dell’Italia Dei Diritti per l’VIII Municipio di Roma, circa la situazione di degrado vissuta nel quartiere di Fontana Candida, in via delle due Torri, nello spiazzale tra l’istituto comprensivo “ Pablo Picasso” e un asilo nido comunale.



Ogni mattina, i genitori che accompagnano i figli a scuola, si trovano costretti a passare con i bimbi per una strada setacciata da profilattici, fazzoletti di carta e altri oggetti lasciati a terra. Di notte, infatti, l’assenza di illuminazione, rende il parcheggio un luogo apparto ideale per incontri amorosi. A questo si aggiunge il sempre nutrito cumulo di rifiuti urbani lasciato in mezzo alla strada e che rende ancora più squallido il percorso verso gli edifici scolastici. “La scena che si presenta ai passanti non lascia – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello de Pierro -. Basterebbe solo un piccolo intervento del Municipio per mettere apposto la zona di Fontana Candida”.



Ma i disagi diventano ancor più evidenti a causa anche del manto stradale non rifinito e che, in caso di pioggia, si trasforma in un vero e proprio percorso ad ostacoli inevitabile per aggirare la fanghiglia e le pozzanghere. “Come Italia dei Diritti chiediamo un pronto intervento per garantire igiene e decoro. Basterebbe infatti pianificare una strategia che intervenga sull’illuminazione, attraverso l’installazione di qualche lampione, e il rifacimento dell’asfalto, per arginare il problema”, conclude la Aprile. “Piccoli gesti che renderebbero più sicura l’intera zona, mettendo la parola fine ai disagi che ogni giorno queste famiglie sono costrette ad affrontare”.



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